La villa

Arrivando dal lago e approdando all’imbarcadero, la vista di Villa Sola Cabiati, una delle dimore più celebri del lago di Como, colpisce per la sua armonica bellezza.

La doppia scalinata, con la balaustra in pietra grigia traforata, conduce a un’ampia cancellata in ferro battuto: i fregi dorati e le colonne, con statue di figure mitologiche e di animali, parlano di mondi lontani e fiabeschi.

Oltre il cancello, affascinante invito alla Villa, un parterre di quattro aiuole fiorite disegna un giardino all’italiana: le sfumature dei fiori riprendono quelle delle tre tonalità del ghiaietto colorato e compongono un arazzo armonioso.

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La storia e l'architettura

Villa Sola Cabiati, che fu l'amata residenza estiva dei duchi Serbelloni, è un edificio tardo barocco con il corpo principale affiancato da due ali laterali, le cappuccine: una delicatezza di stucco e pietra colore grigio perla, interrotto dall’azzurro spento delle persiane. L’edificio principale della villa fu fatto costruire agli inizi del ‘500 dai duchi del Carretto.

Il duca Gian Galeazzo Serbelloni nella seconda metà del ‘700 diede alla dimora il suo aspetto attuale, con l’aggiunta delle due ali e della decorazione di timpani ricurvi e balconi in marmo.

Lo stemma della famiglia Serbelloni campeggia sul sommo della Villa e il motto inciso sul portale dell’ingresso (villulae quietem) invita a giornate di sereno riposo. La dimora passò poi per matrimoni ai conti Sola Cabiati e ai loro discendenti, non cambiando mai proprietà.

La collezione privata

Villa Sola Cabiati ospita una collezione privata, visitabile dai suoi ospiti solo in presenza e con l'accompagnamento sapiente di un membro della famiglia. E’ qui che sono stati trasportati gli arredi dell’appartamento napoleonico di Palazzo Serbelloni di Milano, dove soggiornò il Bonaparte e la moglie, Joséphine de Beauharnais, salvandoli così dall’incendio che distrusse parte del Palazzo. All’ultimo piano si possono visitare le stanze di Parini e dell’abate Frisi, l’altro precettore di Gian Galeazzo, mentre al piano nobile sono ancore intatte le sale monumentali decorate da Muzio Canzio e Francesco Conegliani, allievi milanesi di Gianbattista Tiepolo.

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Il nuovo nome

Il recupero del nome Villa Sola Cabiati vuole sottolineare la nuova "era" di villa La Quiete, che non solo non dimentica le sue origini, ma anzi fa del suo passato un vanto e un onore.

Precettore di casa durante gli anni della giovinezza di Gian Galeazzo Serbelloni, figlio di Gabrio e di Maria Vittoria Ottoboni, fu Parini che suggerì il nome evocativo di riposo e serenità, La Quiete. Dopo le nozze fra Luisa Serbelloni e il marchese Lodovico Busca, la Villa fu abitata ed amata dalla famiglia Busca e, in seguito, dai conti Sola Cabiati.

Rimase il nome dato da Parini, ma, per tutte le persone del luogo, che si tramandano di generazione in generazione la storia delle grandi famiglie nobili del Lago di Como, la bella casa con la cancellata dorata, il giardino arabescato e le persiane azzurre è Villa Sola Cabiati.